Quando mi arrabbio ti offendo - Comunicazione, dinamiche relazionali


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Aug 25 2011 10 mins  
E' esperienza comune, in prima persona o come destinatari del messaggio, quella di chi perde la pazienza e dice cose poco gradevoli, al limite dell'offesa. 'Non capisci niente', 'mi fai schifo', 'sei un/una...', 'non ci si puo' mai fidare di te', 'era meglio se non ti sposavo...', 'i tuoi compagni sono meglio di te...', potremmo andare avanti a lungo. Dalle piu' comuni alle piu' insolite, che fanno riferimento allo specifico vissuto individuale, fatto sta che chi riceve questo tipo di comunicazione di solito reagisce in tono, ed ecco che si scatenano discussioni, malumori, le relazioni di incrinano, i sentimenti ne soffrono. La cosa piu' incredibile e' che spesso chi offende lo fa, in cuor suo, a fin di bene - o meglio, dal suo punto di vista - e ritiene che questo, in qualche modo, giustifichi cio' che dice.
L'esperienza invece insegna che ogni parola lascia un segno, e che questo segno puo' essere profondo. Non c'e' nessuna giustificazione che tenga nell'offendere un'altra persona, nel mancarle di rispetto, nello svilirla, nell'aggredirla, anche quando dovessimo avere tutte le nostre ragioni per farlo. Perche' lo stesso messaggio puo' essere trasmesso in un altro modo. Che viene ascoltato, compreso, e che produce buoni risultati. Per noi e per chi ci ascolta. Perche' quando offendiamo l'altro, offendiamo anche noi stessi.
Offendere: fare offesa, recare danno o oltraggiare. Sinonimi: essere scortese, ferire, ingiuriare, insultare, ledere, maltrattare, mancare di rispetto.
Annarosa Pacini ad Antenna Radio Esse.
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