Feb 29 2024 19 mins
In un territorio come quello del Vallo di Diano il più forte antidoto contro contaminazioni criminali e rassegnazione generale è quello di trovare nuovi modi per partecipare, anche da lontano. È la risposta di tanti giovani, migranti forzati dal lavoro o dallo studio, che credono nella possibilità di resistere in maniera diversa, di “restare anche da fuori”.
L’inchiesta Shamar, intanto, rivela la sua vera novità: per la prima volta, i rifiuti sversati nel Vallo di Diano provengono da un’azienda del territorio.
Cinque anni dopo gli sversamenti, però, delle bonifiche non c’è ancora traccia. Per molti nel Vallo di Diano non resta che partire. Un’emigrazione che, a tratti, ricorda quella di nonni e bisnonni.
L’inchiesta Shamar, intanto, rivela la sua vera novità: per la prima volta, i rifiuti sversati nel Vallo di Diano provengono da un’azienda del territorio.
Cinque anni dopo gli sversamenti, però, delle bonifiche non c’è ancora traccia. Per molti nel Vallo di Diano non resta che partire. Un’emigrazione che, a tratti, ricorda quella di nonni e bisnonni.